14 Lug 2008
Da tanto mancavo dal borgo antico del mio paese, lassù in alto, dietro la collina.Quello che c'era lo ricordo.Chissà che cosa ci troverò adesso? E allora voglio andarci, lassù nel borgo antico.Salgo per i vecchi gradoni, lungo i vecchi e stretti vicoli del borgo , con in faccia il caldo sole di una fine giornata di metà luglio che acceca gli occhi, abbaglia la vista.E vado su salendo silente le antiche scale sull'acciottolato sconnesso dal tempo, dagli uomini.Su molte mura di quelle piccole, basse, vecchie case si aggrappano e si aggrovigliano verdi e forti rampicanti.Qui sembra che non sia passato mai nessuno, salvo i poveri, vecchi, leggeri, quasi eterei abitanti di queste picccole, basse, vecchie case.Soltanto di rado passa qualche vecchia auto traballante, mentre per i larghi gradoni sella strada, un ragazzino scende giù, verso il paese un ragazzino poco più che bambino, che parla al telefonino parla chissà con chi, magari con il primo amoretto.Ricordo quando quelle stradine erano percorse da stanchi, miti muli stracarichi di fascine o erba o delle misere cose della misera gente che lassù abitava.Da una finestra aperta esce una musica che impregna l'aria del vicolo, mentre una vecchietta affacciata sul davanzale, mi guarda mentre salgo per la stradina antica.Sul balcone della casa accanto un'altra donna ritira i "panni", stesi su una funicella ad asciugare. Passo davanti una casa e due "comari", sedute l'una di fronte all'altra sui gradini che danno in un cortile ciarlano tra loro, si raccontano la loro giornata, della cena che hanno preparato, e della figlia di donna Maria che l'altro mese si sposa con Michele e, naturalmente, andranno via di lì perchè lui ha avuto il "posto" a Milano; e parlano del marito che non sta bene e che il dottore gli ha detto di starsene un pò a letto, ma lui no, non ci vuole stare perchè deve finire quel lavoretto laggiù in campagna.E poi la notizia, che forse è più una speranza, che ad agosto "scenderà" da Milano la figlia sua, col marito ed i nipoti, ma che "prima vanno al mare", sapete com'è, i guagliuni vogliono andare al mare.E intanto passerà un altro giorno, un altro mese, un altro anno e ancora una volta non li vedrà.E lei, invece aveva passato tanti mesi, tanti giorni guardando fuori dalla finestra, dentro al buio piovoso e freddo di novembre, pensando:"verranno a Natale".Ma non erano venuti."Verranno a Pasqua".Ma non erano venuti.Ora sono venuti, ma solo per due, tre giorni sono venuti, perchè "dovevano" andare via, da certi amici che li avevano invitato.E si interrompe improvvisamente nel racconto, con quella lacrima che non scende, con la parola mozzata in gola.Passa un motorino rombante, il ragazzo si esalta a fare "il cavallo" e corre via, scompare.
Più su c'è il piccolo bar della piazzetta.Sul muretto e sul gradino fiancheggianti il localino, sei-sette persone, sempre le stesse, sempre a quell'ora, sempre con quell'aria vaga e sperduta.E parlano.E guardano.E mi guardano, oggetto misterioso e nuovo tra le vecchie cose, sempre identiche, sempre le stesse di ogni giorno.E li guardo.Sembra che aspettino qualcosa e ingannano l'attesa parlando della grandinata dell'altro giorno, dei litigi col vicino di terra, per via di certi confini.E poi c'è sempre qualcuno che porta "le notizie" da GIU', "dal paese" in quel mondo a parte.E il Sindaco ha detto e nel Consiglio Comunale hanno fatto, ed ora costruiranno.....e loro lì a parlarsi e ad aspettare ancora.Nel loro stanco silenzio sanno che da ieri non c'è più zi' Domenico, è ricoverato, pare che il fatto è serio...E aspettano.Sanno di non potersi aspettare più niente, con i figli lontani a Milano, a Torino, o giù "al paese" che vogliono anch'essi andar via perchè tanto qui....Sanno che un giorno passerà qualcosa, qualcuno di lì o forse no.Si accendono i lampioni perchè intanto il buio è venuto a riprendersi il posto che aveva lasciato all'alba.Ed anche loro vanno a casa.A domani, a domani, buonanotte....Ma domani sarà come oggi....dopo la campagna al bar, una partita a carte, una chiacchiera ed un altro giorno di normale, ordinaria malinconia.E aspettano, qualcuno col mento poggiato sul bastone di legno.E ora il buio cala per quelle stradine ma forse il buio mai era andato via dalle vite loro, vite di sacrifici, di rinuncia di nessuna ricompensa.In fondo quel borgo potrebbe anche non esserci, tanto chi sa, chi si interessa delle cose che interessano questa gente? Quale Sindaco quali Consigli comunali, quale gente si interessa di loro? Tanto nessuno ci sale più su per quelle stradine, il mondo pare essersi dimenticato di LORO, pare essersi fermato laggiù. molto più giù.E loro aspettano qualcosa.Ma sanno che niente e mai potrà cambiare nelle loro vite finchè passerà Lei a dirti che l'attesa è finita.
Più su c'è il piccolo bar della piazzetta.Sul muretto e sul gradino fiancheggianti il localino, sei-sette persone, sempre le stesse, sempre a quell'ora, sempre con quell'aria vaga e sperduta.E parlano.E guardano.E mi guardano, oggetto misterioso e nuovo tra le vecchie cose, sempre identiche, sempre le stesse di ogni giorno.E li guardo.Sembra che aspettino qualcosa e ingannano l'attesa parlando della grandinata dell'altro giorno, dei litigi col vicino di terra, per via di certi confini.E poi c'è sempre qualcuno che porta "le notizie" da GIU', "dal paese" in quel mondo a parte.E il Sindaco ha detto e nel Consiglio Comunale hanno fatto, ed ora costruiranno.....e loro lì a parlarsi e ad aspettare ancora.Nel loro stanco silenzio sanno che da ieri non c'è più zi' Domenico, è ricoverato, pare che il fatto è serio...E aspettano.Sanno di non potersi aspettare più niente, con i figli lontani a Milano, a Torino, o giù "al paese" che vogliono anch'essi andar via perchè tanto qui....Sanno che un giorno passerà qualcosa, qualcuno di lì o forse no.Si accendono i lampioni perchè intanto il buio è venuto a riprendersi il posto che aveva lasciato all'alba.Ed anche loro vanno a casa.A domani, a domani, buonanotte....Ma domani sarà come oggi....dopo la campagna al bar, una partita a carte, una chiacchiera ed un altro giorno di normale, ordinaria malinconia.E aspettano, qualcuno col mento poggiato sul bastone di legno.E ora il buio cala per quelle stradine ma forse il buio mai era andato via dalle vite loro, vite di sacrifici, di rinuncia di nessuna ricompensa.In fondo quel borgo potrebbe anche non esserci, tanto chi sa, chi si interessa delle cose che interessano questa gente? Quale Sindaco quali Consigli comunali, quale gente si interessa di loro? Tanto nessuno ci sale più su per quelle stradine, il mondo pare essersi dimenticato di LORO, pare essersi fermato laggiù. molto più giù.E loro aspettano qualcosa.Ma sanno che niente e mai potrà cambiare nelle loro vite finchè passerà Lei a dirti che l'attesa è finita.
Sindicazione
11.10.08 @ 13:53:06
da note disambigue
ricambio la visita, e ripassa quando ...
11.10.08 @ 12:43:56
da nadir
clem => disastro le tue parole erano ...
10.10.08 @ 22:19:23
da clem
clem => mk ci sono pure i ...
10.10.08 @ 22:15:13
da clem
clem => cuncetta con i tempi che ...
10.10.08 @ 22:12:12
da clem