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Affissione degli articoli inviati in: Giugno 2008

30 Giu 2008 
E alla fine ci siamo accorti di quello che noi, napoletani e campani, eravamo.E di quello che NON eravamo.Per tanto tempo avevamo buttato tante cose, troppe cose che non ci facevano comodo, sotto il tappeto della coscienza.E siamo andati avanti nascondendoci dietro improbabili Rinascimenti, credendo di vivere ancora con lo spirito e dentro lo spirito morale dei moti rivoluzionari degli eroi  napoletani del 1799.Di avere ancora la forza della Ragione, della Religione Laica di Croce ed Amendola.Poi, d'improvviso, il maleodorante risveglio.Ci siamo trovati circondati e sommersi da cumuli di rifiuti, da montagne di spazzatura.E non ci siamo accorti, o forse NON CI SIAMO VOLUTI accorgere, noi napoletani, noi campani, che dentro quelle buste e quei cassonetti, in quelle discariche, avevamo buttato anche le nostre coscienze, le nostre menti, il nostro essere uomini liberi, la nostra capacità di ribellarci.Ma c'è la Camorra, dicevamo; c'è la malapolitica dicevamo.Vero.E' senz'altro vero.Ma è anche un alibi.Il dito dietro il quale nacondere quello che eravamo o forse, quello che dopo tanti secoli ancora siamo.Abbiamo sempre accettato la comoda vita del NON-PENSIERO offertaci dalle tante genti, e dai Borboni in particolare, che così facilmente ci hanno dominato: la politica delle due "EFFE": Farina e Festa.Senza dare importanza alla "terza" EFFE: quella della Forca.La Forca che opprime le Idee, che annulla la forza di reagire, che spegne il coraggio della Ragione.E ci siamo rintanati nelle caverne dell'Accondiscendenza, nelle comode pratiche delle convenienze e perciò delle connivenze con la malapolitica.In fondo era facile stare zitti, tacitare le coscienze difronte alla malapolitica, alle prepotenze del potere alla cultura dell'illegalità.Era facile.Perchè alla fine qualche briciola di microvantaggio personale o collettivo pure rimaneva tra le mani di un popolo silente.Eppure sarebbe bastato poco.In fondo mille uomini, solo mille uomini, con una camicia rossa addosso erano bastati per cacciare il dominatore borbonico.Ma noi, con la nostra atavica rassegnazione, con i nostri silenzi, con la nostra incapacità di attivare Ragione ed Intelletto, abbiamo subìto, abbiamo "accettato" di subire, le mani di chi ci strappava il Cuore, di chi ci offuscava la Ragione.E allora ti ritornano alla mente le parole di Annamaria Ortese, nel suo libro "Il mare non bagna Napoli":
"Esiste nelle estreme e più lucenti terre del Sud un MINISTERO per la difesa della Natura DALLA Ragione, alla cui cura è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni.Al contrario di quanto pensano gli ottimisti, a questa spaventosa difesa di un "territorio" e non ad un accanirsi della Storia, sono dovute le condizioni di queste Terre e la fine miseranda della Ragione.Qui il Pensiero è "servo" della natura e se accenna a qualche sviluppo critico, è ucciso.E' la natura che regola la vita e organizza i dolori di queste Regioni.E' qui che la Ragione dell'Uomo e quanto in essa vi è di più pericoloso per la Natura dell'Uomo DEVE morire".     

clem · 87 visite · 5 commenti
27 Giu 2008 
Fine settimana.Finalmente fuori dall'ufficio. Alt. Stop. Ferma. Per questa settimana basta così. A lunedì. E mentre mi avvio verso casa, sento di sfuggita una discussione tra due tizi fermi davanti ad un portone."Non se' pò continuà accussì.Ca c'è vol' na' rivoluzion' (Non si può continuare così.Qui ci vuole una rivoluzione) dice uno.E li lascio lì a parlare animatamente.Però quelle quattro banalissime parole, quei soliti, triti luoghi comuni, mi fanno pensare.Già.Una rivoluzione.Con quel termine i due esprimevano uno stato di scontento diffuso, un disagio, un malessere da tanta gente avvertito. E la rivoluzione è vista come una forma di trasformazione, di rovesciamento dell'esistente, di palingenesi.Perchè qualcosa DEVE cambiare.E' necessario che QUALCOSA oggi cambi in Italia.Perchè la benzina è aumentata.Perchè perfino i  prezzi di pane e pasta sono aumentati.Perchè non riesci a pagare il fitto.Perchè non c'è lavoro.Perchè, dove il lavoro c'è, come nelle Pubbliche Amministrazioni il lavoro non si fa.Perchè non puoi uscire tranquillo e sicuro per farti una pizza.Perchè......Troppi perchè, perchè le cose possano andare bene.Ma una rivoluzione basterebbe a CAMBIARE, a trovare non dico il MEGLIO, ma almeno a provare qualcosa di NUOVO che poi non necessariamente sarà il MEGLIO? Almeno per vedere cosa sarà, come sarà.E poi, da che mondo è mondo, da quel poco di storia che ricordo, mi pare che le rivoluzioni partono sempre dal basso, dalla gente, da uomini e donne.O meglio da Uomini e Donne.Che "sentono", che "vedono", al di là delle pur importanti situazioni materiali quotidiane, un nuovo giorno un altro domani.Tutti vogliamo cambiare, ma siamo tutti capaci di fare rivoluzioni? E le rivoluzioni le "vogliamo" poi davvero? Già, perchè se cominciamo a fare anche piccole rivoluzioni, ci sarà sempre qualcuno che la "sua" rivoluzione non la vuole fare più o la vuole lontano dal proprio orticello."Bisogna sopprimere Comunità Montane o Province.Costano troppo.Non servono a nulla". Già. Ma vallo poi a dire a quelli della solita Canicattì che la Provincia o la Comunità Montana, lì, da loro non si può fare, perchè costano troppo, che non servono a niente."Nella Pubblica Amministrazione non si lavora, non si fa niente, sono tutti "fannulloni". Già.Ma se poi si comincia a LAVORARE veramente, a PAGARE veramente per sbagli, prepotenze, clientele, truffe e ruberie, ad applicare il principio morale prima ancora che giuridico della RESPONSABILITA' che tanto manca in quest'Italia trovi ancora qualcuno pronto a fare rivoluzioni? Perchè dietro le proteste, le richieste di aumenti stipendiali ma senza efficienza, senza responsabilità, anche il pubblico dipendente si dirà: in fondo meglio così, altrimenti si lavora. E poi le Caste.Perchè, si dice dalla gente ma anche da quelli che nelle singole Caste ci stanno, che ci sono troppi privilegi corporativi. Ma le Caste sono sempre quelle degli altri, mai la propria, i privilegi da eliminare sono sempre quelli degli altri.La Casta della politica, certo.Ma non sono Caste anche quella dei Magistrati, dei Sindacati, dei Baroni Universitari, dei Giornalisti, dei Medici, dei Petrolieri, delle Banche, delle Assicurazioni? E chi ha il coraggio di ditruggere i loro privilegi ? Ma poi ci sono anche le "piccole"  Caste, quella dei tassisti, ad esempio.O quella dei distributori di benzina, o quella degli autotrasportatori che le rivoluzioni, sotto forma di liberalizzazioni, manco se le sognano di fare.E i cosidetti Intellettuali, la Cultura che guida e "illumina" la plebe dov'è? Lo sanno che anche loro sono diventati una Casta, perchè la legittimazione a parlare, l'autorevolezza di proporre "rivoluzioni morali" hanno bisogno di un modo libero e non conformista  di pensare di non fare i "menestrelli" del potere, proprio il contrario di quello che avviene oggi? E poi ci sono i popoli delle contro-discariche, quelli degli anti-TAV, degli anti-nucleari, degli anti-tutto a prescindere, avrebbe detto Totò. Però poi diciamo che la bolletta del metano, della luce è salata per via del petrolio. E tutti gli anni non si può viaggiare più sulle autostrade, che i treni sono stracolmi, che ci sono sempre "lavori in corso" sulla Salerno-Reggio Calabria, che non si può prendere un'aereo perchè c' è uno sciopero. Epperò nessuno vuole che la TAV passi di là, che si facciano le centrali nucleari, che si faccia il raddoppio della Firenze-Bologna, e i sindacati non vogliono che si ledano i "diritti" dei lavoratori dell'Alitalia. E allora la si fa la rivoluzione? E chi CE LA FA la Rivoluzione? Perchè noi no, noi italiani proprio non la "possiamo" fare la rivoluzione.Ma intanto "Ca' ce vol' na' rivoluzion".

clem · 131 visite · 11 commenti
22 Giu 2008 
Napoli
 QUESTA E' NAPOLI. ANCHE QUESTA E' BELLA ITALIA. NONOSTANTE "QUESTI" POLITICI, NONOSTANTE "QUESTA" POLITICA.

clem · 117 visite · 7 commenti
22 Giu 2008 

MA SARA' UNA FOTO O UN DIPINTO ?

clem · 311 visite · 2 commenti
22 Giu 2008 


OGGI NIENTE POST. OGGI VOGLIO VEDERE E "SENTIRE" LE COSE BELLE D'ITALIA. PERCHE' CI SONO, CE NE SONO.E SONO TANTE. NONOSTANTE QUESTI POLITICI, NONOSTANTE QUESTA POLITICA CHE CE LE FA DIMENTICARE.O CHE CE LE DISTRUGGE.

clem · 230 visite · Lascia un commento
20 Giu 2008 


Quando dici le folgorazioni sulla strada di Damasco, anzi nelle strade piene di munnezza di Napoli.Pino Daniele è uno dei "folgorati".Prima il plauso alla Lega di Umberto Bossi, poi il lancio della campagna per la raccolta differenziata dei rifiuti a braccetto con il ministro Stefania Prestigiacomo.Cosa sta succedendo a Pino Daniele? “La Lega sta dimostrando di essere un partito più maturo, più equilibrato”, ha dichiarato Pino Daniele lo scorso maggio in occasione della riunione del consiglio dei ministri tenutasi a Napoli. “Berlusconi magari l'ha fatto per propaganda, ma credo ci sia della buona fede da parte sua. Ha dato un segnale forte alla malavita: che questo governo vuole davvero cambiare le cose”. E sull’emergenza ‘monnezza’ ha commentato: “Linea dura, sulla questione dei rifiuti, significa che hanno preso delle decisioni e secondo me hanno fatto bene”. Parole sorprendenti dal momento che il cantautore più volte in passato aveva rilasciato dichiarazioni di disprezzo nei confronti del centrodestra e soprattutto del Carroccio e del suo leader. “Questa Lega è una vergogna” dichiarò e poi: “Bossi è un uomo di m... Bossi mi fa schifo e Fini che applaude il suo intervento, quando fino a poco tempo non voleva prenderci neanche un caffè, mi fa ridere”. Per queste affermazioni giudicate diffamanti, il leader leghista querelò il cantautore che proprio di recente, dopo sette anni di battaglie legali, ha finito per perdere la causa processuale.Ha destato meraviglia nella città partenopea, inoltre, anche l’immagine di Pino Daniele, a fianco di Stefania Prestigiacomo in occasione della presentazione del progetto “Napoli non è una carta sporca”. Titolo che allude al brano forse più famoso dedicato dal cantautore alla sua città, nel quale denunciava "Napule e' 'na carta sporca/e nisciuno se n'emporta". Daniele è stato scelto dal ministero dell’Ambiente per fare da testimonial nella campagna di sensibilizzazione dei cittadini sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti. “Possibile? L'irriducibile cantore della Napoli del nuovo "Rinascimento" accanto a un'esponente della destra che, attraverso l'emergenza, vuol chiudere con il bassolinismo?” si domanda stupito e rabbiosamente e livorosamente acido, Antonio Fiore in un editoriale sul Corriere del Mezzogiorno (edizione napoletana del Corriere della Sera e quotidiano-tappetino del sinistro politicume napoletano).Ma poi ci sono anche altri "folgorati".Questi non per la "monnezza", ma più, come dire ?,"generalisti". E c'è Jovanotti e c'è Celentano e c'è la Ferilli, che già reggevano lo strascico del prodismo, che ora si accorgono che c'è anche del buono (e non solo del marcio) nella Danimarca del centrodestra.Certo, le convinzioni, anche quelle più radicate, possono cambiare, i ravvedimenti sono possibili, ma non è che qui si tratta di  convenienze ed opportunismi "tele"politici? Non è che si voglia continuare a fare i "nani e le ballerine" anche  alla Corte dei nuovi "regnanti" ?Ai posteri l'ardua sentenza.Ma per il momento io, che sono un malpensante (scusatemi ma è così) ritengo che sia più vero il detto: "O de Franza o de Spagna, basta che se magna".Ma io sono un malpensante.Però, diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, però ci si indovina.Quasi sempre.


clem · 89 visite · 6 commenti
15 Giu 2008 
rifiuti.jpg 
Sono centinaia le adesioni all'appello contro la discarica di Chiaiano.Lo hanno promosso Maurizio Braucci, sceneggiatore di "Gomorra", e il giornalista Guido Piccoli.Tra i firmatari lo scrittore Erri De Luca, il regista teatrale Carlo Cerciello, il comboniano (onnipresente) Alex Zanotelli, lo psichiatra Sergio Piro, il giornalista Luciano Scateni, i musicisti Luca Persico e Daniele Sepe, il fotografo Luciano Ferrara. 
Sì, è così.Dalle loro ville di Mergellina e Capodimonte, di Ischia e di Capri e Procida, dai loro yacht gli intellettuali di Napoli "avvertono" che a Napoli c'è qualcosa che non va. E firmano. Ora. E PRIMA ? Quanti Manifesti hanno firmato prima gli intellettuali napoletani ? Ma forse PRIMA le braccia erano "anchilosate" e le schiene "curve" e la vista "annebbiata" e il cervello "offuscato".Ma le mani no. Le mani sempre pulite e linde, mai sporcate nei problemi di Napoli, nella spazzatura di Napoli.E allora zitti signori intellettuali.Perchè o si ha il coraggio di parlare SEMPRE o non si è legittimati a parlare. MAI. Perchè, intanto là fuori la "munnezza" puzza. E Napoli muore... 

clem · 183 visite · 22 commenti
09 Giu 2008 

Una lunga, interminabile, infinita, indefinibile striscia di misteri, fatti, avvenimenti, episodi, che con il tempo hai dimenticato, tanto che pensi che non ci siano mai stati; ti viene il dubbio che non siano mai accaduti, che siano soltanto il frutto di qualche scena di un vecchio film giallo che hai visto tempo fa, o la cattiva reminiscenza di un libro di Kafka.Tutto ti appare surreale, assurdo, avvolto da una nube che ti offusca la vista, la mente.Poi, però, ci vai ripensando e la memoria, come con il sasso sconnesso di Proust, inciampa nel nome di una persona, nel nome di un posto e ti dice che no, non è così, che quei fatti veramente ci sono stati, quegli avvenimenti realmente sono avvenuti.E ricolleghi nomi e situazioni, fatti ed episodi, del tutto diversi l'uno dall'altro, ma che hanno un senso logico, perchè l'uno all'altro strettamente collegati da una logica perversa.Ed allora riaffiorano i nomi:Como e Cristina Mazzotti e Via Poma e Simonetta Cesaroni, e l'Olgiata e la contessa Filo della Torre e l'università "La Sapienza" e Marta Russo e Annamaria Franzoni e Cogne e  Chiara Poggi e Garlasco e Meredith Kercher e Perugia e Gravina e i fratellini.E mentre scrivi e leggi questi nomi, questi posti, ti accorgi che gli anni trascorsi sono tanti, sono troppi.E tutti inutilmente.15-20-25 anni.E sempre manca qualcosa.E' palpabile l'assenza di qualcosa.Gli assassini che non sono stati tovati, l'arma del delitto che non è mai saltata fuori, il movente che è sempre rimasto sconosciuto.E ogni volta a distanza di anni viene fuori una altra prova "schiacciante" la definiscono LORO, gli "inquirenti", chissà poi che cosa ci sarà dietro quella parola:"inquirenti".Già; viene fuori un'altra prova.Ma intanto sono passati 10, 15, 20 anni.E quella ragazza non c'è più, quei bambini non ci sono più, ma, a volte, non ci sono più nemmeno le loro mamme o i loro papà, schiacciati dal dolore, morti di crepacuore.E sempre 15-20-25 anni DOPO viene fuori un'altra prova:nuove tracce del DNA, impronte digitali, frammenti di abbigliamento.E ti chiedi:ma perchè non sono saltate fuori PRIMA queste prove "schiaccianti"? Come è possibile che tracce di DNA o impronte digitali non siano state raccolte 25 anni fa? E intanto Tizio o Sempronio si è fatto un anno, due anni, tre anni di galera e tanta tanta ingiusta infamia gli è stata gettata addosso prima che si venisse a sapere che lui no, lui proprio non c'entra niente.E ti accorgi che manca qualcosa.E' palpabile che manca qualcosa.Manca il diritto, manca lo Stato.Manca il rispetto della dignità umana, perchè quella è stata uccisa prima ancora della persona fisica.  



clem · 111 visite · 3 commenti
09 Giu 2008 
Intercettazioni, sono costate 1 miliardo e 150 milioni in 5 anni

LE INTERCETTAZIONI ? NIENTE PAURA! E' TUTTO "SOTTO CONTROLLO" !

clem · 97 visite · 4 commenti

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