30 Mag 2008

“Napoli, fatti viva sennò sei molto morta”. Questo il titolo dell’articolo con cui lunedì scorso Giuliano Ferrara sul Foglio è intervenuto sulla questione rifiuti. “Se fossi napoletano mi vergognerei di me (…) per la totale assenza di una classe dirigente e per l’indulgenza con cui la città accetta di essere trattata, in mancanza di alternative, come una appendice coloniale fastidiosa e riottosa”. Il disastro più grave per Napoli, scrive Ferrara, non è tanto il fatto che non si risolvano i problemi, quanto “che la città ha perso la voce”. Il direttore del Foglio ha lanciato quindi un appello: “C’è un napoletano di grido che sappia prendere in mano non la città, certo, che è fuori controllo da secoli, ma almeno il discorso sulla città? C’è qualcuno che sia in grado di dare un qualunque significato a quello che succede? (…) Cercasi napoletano o gruppo napoletano in grado di spiegare come mai quella è l’unica area urbana al mondo in cui non si riesce a smaltire la spazzatura. Accettasi ogni tipo di spiegazione – conclude Ferrara -, anche irridente, surreale, provocatoria purché si interrompa un lungo e sinistro silenzio”.
Egregio Dottor Ferrara, sono campano, ma non mi vergogno di me, di essere campano come dice Lei.Però Ella ha ragione.La Gente di questa Terra che ha dato in appalto ai De Mita ed ai Mastella, ai Bassolino e alle Iervolino questa Terra, si è fatta trattare per tanto, troppo tempo come una pattumiera, morale prima ancora che materiale.Ed ora l'Italia, il mondo ci guarda.Guarda le discariche.Si accorge delle discariche, parla delle discariche.Ma c'è qualcosa d'altro e di ben più grave delle discariche.C'è il problema di coscienze sull'orlo di una discarica morale.Ed è su quello che Lei ci invita a ragionare, perchè, per decine e decine di anni, nessuno ha parlato di nulla.Forse perchè ci hanno considerato, ci siamo fatti considerare il NULLA.Perchè NULLA contavamo più.Eravamo e forse siamo ancora quello che Giustino Fortunato diceva della Calabria:"sfasciume pendulo sul mare".Non l'ombra di una rivolta delle coscienze.Non la capacità di "indignarci".Forse perchè c'era "convenienza" a non indignarci, a trarre vantaggio dal silenzio della " convenienza" che alla fine, però, è diventato silenzio della connivenza con il Potere .Siamo stati "attori" di una accettazione continua e passiva.Perchè l'accettazione non comporta fatica, forza di ribellarsi.Talora, anzi abbiamo cercato, voluto (non subito) il compromesso; quello spiccio, quotidiano.Quello che assicuravano le clientele, i favori, le protezioni di un sistema politico-camorristico espanso in cambio del silenzio, della sottoposizione volontaria della gente alla gestione di quel sistema.Non abbiamo saputo PENSARE a forme nuove di futuro, a cambiamenti pur tuttavia possibili.Ci siamo addormentati.E nel nostro sonno LORO hanno fatto quello che hanno voluto.E quando ci siamo svegliati abbiamo trovato un cielo plumbeo, non quello azzurro delle cartoline, non eravamo più 'o paese 'do sole.E non ridevamo più; avevamo perso il riso di Pulcinella.E non cantavamo più.E del resto, come dice Quasimodo, come potevamo cantare con un piede che ci opprimeva il cuore? E soprattutto non abbiamo parlato più.Non abbiamo camminato più "sulle vestigia degli antichi padri".Non abbiamo detto più le parole che dicevano i nostri grandi Padri campani, Amendola e Croce.Non abbiamo più parlato quella lingua "strana", forse difficile ma straordinariamente bella: quella LIBERALE.
Un saluto, dottor Ferrara, e un grazie per averci fatto riflettere.Ma da campano, non mi vergogno di essere campano, come invece Lei dice , ma anzi sono orgoglioso di essere tale, di abitare questa Terra.Ma ognuno di noi DEVE ricordare le parole scritte sulla tomba di Giovanni Amendola."Qui giace Giovanni Amendola, "ASPETTANDO".Cerchiamo di non farlo aspettare ancora.
Sindicazione
rte di tanta gente.Ma il problema è un altro.Esso ha mille nomi, volti, voci.E questi nomi, questi volti li trovi in ogni momento, nelle persone che incontri ogni giorno.Nel ragazzino di 12 anni che corre senza casco sul motorino per i vicoli della città, tanto che fa, il vigile guarda ma non fa.Nel ragazzino che porta la "molletta" a scuola per fare il "guappo" con i compagni.Nei volti compiaciuti dei genitori, orgogliosi di essere padri e madri di uno "buono", perchè violento, perchè duro.Nei vicoli di Marotta e De Filippo, una volta pieni di cuore, di "pane, amore e fantasia" ma ora luoghi violenti e sanguinari di vendette di clan di "zone" della prostituzione, dello spaccio, del contrabbando.Il problema è nei compiti dei bambini delle scuole elementari che scrivono che la camorra è buona perchè ti protegge e fa "lavorare".Ma il problema lo trovi soprattutto nella gente.Nella irresponsabilità collettiva, perchè domina sempre la cultura che "io spero che me la cavo" e chi se ne fo.....degli altri.Nessuna passione civile o solidale, nessuna identità e idea da coltivare perchè a Napoli non ci sono specchi dove guardarsi e spaventarsi della squallida quotidianetà di una vita senza aspettative e senza idee di futuri possibili.Nessun coraggio ideale da quella "monnezza" di prostituito culturame napoletano che chiuso nelle ville di Mergellina discetta dei mali di Napoli e del "Rinascimento napoletano" della Iervolino e di Bassolino.La Camorra? Sì, certo c'e la camorra.C'è "anche" la camorra.Ma la camorra è effetto, non causa.La camorra c'è perchè c'è questo tessuto sociale, umano, degradato avvilente e umiliante della dignità della persona.La Camorra c'è perchè c'è chi nella politica, nella sanità, nell'edilizia, negli enti locali vuole affari, "Bisiniss", e che me ne fo....se la spazzatura pericolosa, l'amianto, la diossina va a finire nelle falde acquifere.Mi racconta un amico veterinario che nel casertano non son riusciti a far chiudere nemmeno un macello sui 30 visitati e tutti fuori norma sanitariai della zona di Casaldiprincipe.E anche i carabinieri, quando arrivano per i sequestri, sanno di non potere perchè in fondo hanno una moglie e due figli e un misero stipendio e quando squilla il telefono LO SAI CHI E'.Sì c'è la camorra.Ma la camorra viene DOPO.Dopo la nostro assenza di quotidiana cultura di legalità, dopo la nostra mancata richiesta di legalità.E allora perchè meravigliarci dei rifiuti se si rifiuta di coltivare legalità?




11.10.08 @ 13:53:06
da note disambigue
ricambio la visita, e ripassa quando ...
11.10.08 @ 12:43:56
da nadir
clem => disastro le tue parole erano ...
10.10.08 @ 22:19:23
da clem
clem => mk ci sono pure i ...
10.10.08 @ 22:15:13
da clem
clem => cuncetta con i tempi che ...
10.10.08 @ 22:12:12
da clem